Il portamento del castagno è maestoso. È una pianta che può raggiungere i 35 metri, con una hioma ampia e ratondeggiante. Il fusto è tozzo e diritto e si ramifica, a breve distanza dal suolo, in grosse branche. Il castagno è molto longevo; può raggiungere anche i 400/500 anni; di conseguenza, il fusto può raggiungere anche i 6/8 metri di circonferenza.
La corteccia è liscia, bruno-rossastra con lenticelle in gioventù, poi più scura, fessurata longitudinalmente e, spesso, contorta a spirale.
Le gemme sono ovoidali, ricoperte da perule bruno-rossicce, glabre (non pelose).
Le foglie sono caduche, alterne e ellittico-lanceolate, con bordo seghettato ed apice acuminato, brevemente picciolate, dapprima pubescenti (con peluria), poi glabre o quasi.
I fiori sono unissessuati: i maschili in amenti eretti, lunghi e molto appariscenti, i femminili ugualmente in amenti, però con fiori maschili in alto e femminili in basso, da 1 a 3, in un involucro di brattee (cupole) saldate tra di loro e accrescenti nel frutto.
Il frutto è un achenio, detto castagna, emisferico o schiacciato, con pericarpo coriaceo, di colore marrone, lucido esternamente, peloso all’interno; racchiuso in una cupola (riccio) pungente che, a maturità, si apre in 4 valve e mette, generalmente, in libertà da 1 a 3 castagne.
Il castagno è diffuso in Asia minore, in Europa meridionale e in Africa nord-occidentale. È presente in tutta Italia e predilige un ambiente dove la temperatura, l’umidità e la luce si collocano nella media. In genere, tali condizioni si verificano nella zona montana (600–1300 m) delle regioni mediterranee o in alta collina, più a nord.
Vuole terreni sciolti, leggeri e freschi e si ritrova a formare castagneti da frutto o boschi. Il legno è bruno, con anelli di crescita ben distinti, di media durezza. Le castagne sono destinate al consumo fresco o all’industria dolciaria.